Esercizi di Arte di Resistenza, Scuola media di Castelvetro PC

L’arte di resistenza ovvero:

Del come riuscire a sopravvivere ricercando la bellezza in quel che resta, quando sembra (ma solo in apparenza) che non sia rimasto più niente.

L’Arte di Resistenza rientra nel progetto di Serena Fumero “Le incredibili storie-storytelling”

Il punto di partenza:

Quando l’arte inizialmente vittima, diventa il mezzo principale per ricordare, per resistere e soprattutto per esistere.

 

Motivazione e finalità:

Partendo dall’analisi di momenti storici particolarmente difficili, si cerca di capire che cosa sta alla base del concetto di resistenza, inteso come la capacità di continuare a vedere la bellezza e, perché no, a crearla, ponendoci questa domanda:

“Noi non siamo sotto assedio e non viviamo in tempo di guerra, ma le cose che accadono, sono facili o difficili? Questa crisi che sta decimando il lavoro, gli stipendi, le risorse per ognuno, come ci sta lasciando?

E’ nostro dovere Resistere, facendo quello che si può nel nostro piccolo.

Vi sono momenti nella vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Fare qualcosa diventa un dovere morale, un imperativo al quale non ci si può sottrarre. Ognuno può fare qualcosa di luminoso, di bello, o almeno deve imparare a riconoscere la bellezza.

Una frase di Peppino Impastato, riassume il concetto di questo progetto:

Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”.

 

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